Archivio mensile:febbraio 2017

IV° serata del salotto letterario – “i delitti della città vuota” incontro con Piera Carlomagno e Carmine Mari

“Se la letteratura è un viaggio, il racconto nero (noir) è una passeggiata di notte in città” ha scritto il noto giallista napoletano Maurizio De Giovanni, autore del libro” I bastardi di Pizzofalcone”, sulla quarta di copertina del libro “I Delitti della Città Vuota”, edito da “Atmosphere”, una raccolta di diciassette storie scritte da diciotto autori di thriller italiani:” Piccoli gialli metropolitani ambientati in piena estate, a Ferragosto, quando le città un poco si svuotano. Ispettori di polizia, commissari, investigatori privati si muovono nelle città in cui si addensano le ombre delle notti di mezza luna, sotto una cappa di caldo che non si placa neanche al calar della sera. Sulle terrazze di Roma, sotto i portici di Bologna, tra i carruggi di Genova e nei vicoli di Napoli, sotto la Mole di Torino e alla periferia di Milano, ma anche nelle intriganti province italiane e nelle metropoli d’Oltreoceano, il delitto è servito” ha spiegato la curatrice dell’antologia noir, la giornalista salernitana Piera Carlomagno, durante una interessante e intensa serata organizzata dai Direttori artistici della “Congrega Letteraria”,Antonio Gazia e Alfonso Mauro, con la collaborazione di Francesco Citarella, Francesco Barbato e Daniela Scalese,   per presentare il libro nello storico oratorio dell’Arciconfraternita della SS. Annunziata e del SS. Rosario, di Vietri sul Mare nell’ambito del quarto incontro della seconda edizione de “La Vetrina Letteraria”. Una delle storie ”Nove anni dopo” è ambientata nella Salerno medievale, tra il 1246 e il 1249. E’ stata scritta dal salernitano Carmine Mari, nato Raitoche, durante la presentazione, ha raccontato la trama del suo giallo stoico:” Si svolge all’epoca delle crociate, nove anni dopo le vicende di Rogerius raccontate nel mio primo romanzo “Il Regolo Imperfetto”. Nel suo racconto Mari ha ricordato anche “La congiura di Capaccio” organizzata nel 1246 per uccidere Federico II di Svevia, e personaggi come Pier delle Vigne. Tutti gli autori del libro, del quale la professoressa Rossella Nicolò e Alfonso Mauro hanno letto alcuni brani, sono stati presentati dalla scrittrice Piera Carlomagno:” Il libro inizia con il racconto “ Buio”, ambientato a Napoli, della scrittrice napoletana Sara Bilotti; prosegue poi con lo scrittore e giornalista Massimiliano Smeriglio , docente universitario che ha scritto” Basterebbe una carezza” ambientato a Roma; con “Bacci Pagano alla sfilata delle sette bellezze”, ambientato a Genova, dello scrittore, psicologo e psicoterapeuta genovese Bruno Morchio; ” La scorciatoia: un racconto su Biagio Mazzeo”, ambientato a Busto Arstizio, dello scrittore cagliaritano Pier Giorgio Pulixi; “Civico 42” ambientato a Milano, della scrittrice genovese Arianna Destito; “La botta di Ferragosto”, ambientato a Napoli, dello scrittore e giornalista napoletano Antonio Menna. E’ ambientato invece a Bologna il racconto “Malasorte” del bolognese Roberto Carboni; a Roma quello dei due sceneggiatori e scrittori, il romano Giovanni di Gianberardino eCostanza Durante nata a Milano, ma cresciuta a Napoli, intitolato “Un cane da taschino”. Anche “ Io non l’ho mai visto il mare” dello scrittore bolognese Alessandro Berselli, è ambientato a BolognaIn “ La ferocia dei giorni” la scrittrice napoletana Alessandra Pepino,racconta di una rapina avvenuta a Rovigo. “Altri orizzonti per il sostituto commissario Angelo Carosi”, ambientato a Viterbo, è raccontato dal Sovrintendente Capo della Polizia di StatoAlessandro Maurizi. E’ ambientato a Torino “Sono un’assassina” dello scrittore romanoFranco Serpico. Ambientati a Salerno, sono anche i racconti: “ With or without you”, scritto dal giornalista salernitano Massimiliano Amato, e “Un passo indietro” del dottor Corrado de Rosa, psichiatra e scrittore di origini napoletane, ma grande tifoso della Salernitana. Ambientato a Rio de Janeiro “ I maledetti ciottoli di Paraty” scritto dalla regista e attrice teatrale salernitana Brunella Caputo, che per buona parte dell’anno vive in Brasile. E’ ambientato a Napoli “L’uomo giusto” il racconto di Piera Carlomagno che durante la serata ha anche spiegato la differenza tra giallo e noir: ” Il “giallo” indica un genere letterario incernierato su di un crimine, sullo svolgimento dell’indagine e sulla sua risoluzione con la scoperta del colpevole Il noir, invece, pone l’attenzione più che sulla soluzione del crimine, sul comportamento criminale, sull’aspetto mentale, psicologico ed anche sociologico del soggetto che compie il crimine. Il giallo è più rassicurante. Il noir no. La vita è un grande noir”.

Aniello Palumbo

I delitti della città vuota a cura di Piera Carlomagno con Carmine Mari

Si è svolta venerdì sera, nell’ambito degli incontri de “La Vetrina” de “La Congrega Letteraria”, la presentazione del libro “I delitti della città vuota”, una serie di racconti gialli ambientati nelle città svuotate durante la stagione estiva, scritti da: Massimiliano Amato, Alessandro Berselli, Sara Bilotti, Brunella Caputo, Roberto Carboni, Piera Carlomagno, Corrado De Rosa, Arianna Destito, Giovanni Di Giamberardino, Costanza Durante, Carmine Mari, Alessandro Maurizi, Antonio Menna, Bruno Morchio, Alessandra Pepino, Piergiorgio Pulixi, Franco Serpico, Massimiliano Smeriglio. Presenti all’incontro gli autori Piera Carlomagno e Carmine Mari, che hanno raccontato la genesi del libro, hanno presentato anche gli altri autori del libro e si sono intrattenuti con il pubblico e con il presentatore, il giornalista Aniello Palumbo. Brani dei racconti di Piera Carlomagno – “L’uomo giusto” –    e Carmine Mari – “Nove anni dopo” – sono stati letti dal direttore artistico de “La Congrega Letteraria” Alfonso Mauro e dalla professoressa Rossella Nicolò. Il prossimo appuntamento in programma è quello con Giuseppe Esposito con “I delitti della Spider verde”, questo venerdì alle 18.30 presso l’Arciconfraternita della SS. Annunziata e del SS. Rosario di Vietri sul Mare.

 Francesco Barbato

III° serata del salotto letterario – “Il fazzoletto di terra” incontro con Fabio Pozzerle

Talvolta non serve molto per avviare un processo rivoluzionario. Per cambiare in modo radicale il punto di vista, basta cambiare semplicemente il punto di osservazione. Le rivoluzioni nascono sempre da ogni nostro gesto quotidiano. Una rivoluzione che si rispetti deve nascere in primis dentro ciascuno di noi”. Anche cambiare il punto di osservazione della cartina geografica della penisola italica potrebbe far cambiare completamente il modo di vedere la questione Nord –Sud e infatti, sulla copertina del suo libro:” Il fazzoletto di terra”, l’autore, Fabio Pozzerle ha voluto mettere l’immagine dell’Italia capovolta, vista dalle Alpi, tratta da una stampa d’epoca appartenente alla collezione Brandozzi dal titolo” Panorama Italiano 1861”:” Più che capovolta è’ una visione corretta dell’Italia nella quale si capisce l’importanza del mare, che è la dimensione del possibile sviluppo economico e civile dell’Italia. Questa piantina dimostra che il Sud d’Italia non c’è: è il mare il Sud”. E’ il divario tra Nord e Sud il filo conduttore del libro di Fabio Pozzerle, edito da “Streetlib”, che è stato presentato durante il terzo dei sei incontri previsti dalla seconda edizione della rassegna culturale: ” La Vetrina Letteraria”, organizzata all’interno dell’Oratorio dell’Arciconfraternita della SS. Annunziata e del SS. Rosario di Vietri sul Mare, dai direttori artistici della “Congrega Letteraria”: il professor Antonio Gazia e Alfonso Mauro, con la fattiva collaborazione di Francesco Citarella, Francesco Barbato e Daniela Scalese. Secondo Pozzerle la divisione tra Nord e Sud è nata paradossalmente con l’unione dell’Italia e ancora oggi non è stata risolta: ” Dopo più di 150 anni l’Italia intesa come nazione, come popolo, è solamente unificata, ma non ancora unita”. Il libro racconta anche l’esperienza dei primi quarant’anni della sua vita, da quando all’età di 17 anni Fabio Pozzerle ha iniziato a lavorare in fabbrica, a quando il suo impegno civico lo ha portato a far parte della FIOM CGIL di Verona. Il suo più che un libro è un’idea come ha spiegato durante la serata Fabio Pozzerle che è nato a Mantova, ma vive a Verona: un uomo del Nord che per giunta possiede un cognome di origine austriaca che ad un certo punto della sua vita ha avuto l’occasione di conoscere il Sud e le sue genti rimanendone affascinato al punto tale da fargli dichiarare sul suo blog:” Sogno di vivere a Napoli”. Dal libro è stato tratto anche un brano musicale cantato dal Rapper di origini napoletane, Freddie Magnitudo che è possibile ascoltare su You Tube.

Pozzerle ha spiegato che il titolo del libro nasce da una sua teoria secondo la quale l’Italia è una serie di piccoli fazzoletti di terra accostati gli uni agli altri:” L’Italia è solo un collage di tante piccole entità territoriali/sociali distinte, omogenee e coese al loro interno, apparentemente unificate ma, in effetti, semplicemente accostate le une alle altre che non interagiscono tra loro e chi vi abita limita la propria esistenza e il proprio pensiero in virtù di quei ristretti confini. Per uscirne è necessaria una terapia di popolo, una vera rivoluzione culturale. Dobbiamo acquisire una maggiore consapevolezza di noi stessi, essere maggiormente orgogliosi di essere italiani e convincerci che il nostro posto nel mondo è stare al centro del Mediterraneo”. La dottoressa Donatella De Bartolomeis, scrittrice, direttrice della casa editrice “Il Papavero” e dell’agenzia letteraria “Oltrepasso” che con l’associazione “Il Volo del Falco” segue gli autori in tutte le fasi di pubblicazione dei loro libri organizzandone anche la presentazione ha tracciato il profilo di Fabio Pozzerle: ” Nel libro racconta la sua vita estrapolando da essa i comuni denominatori che uniscono tutti noi come se fossimo un’unica grande realtà

 

 

 

Aniello Palumbo

Il fazzoletto di terra di Fabio Pozzerle

Terzo incontro alla “Vetrina” de “La Congrega Letteraria” di Vietri sul Mare con lo scrittore Fabio Pozzerle: venerdì 3 febbraio, presso l’oratorio dell’Arciconfraternita della SS. Annunziata e del SS. Rosario, è stato presentato il libro “Il fazzoletto di terra”, un testo che si propone di essere un vero e proprio manuale per la rinascita collettiva del popolo italiano; appianare le differenze tra Nord e Sud per ripartire dal Mediterraneo, culla della civiltà culturale e politica dell’Italia. All’evento, presentato e coordinato dal giornalista Aniello Palumbo, ha preso parte anche l’editrice de Il Papavero Donatella de Bartolomeis, che ha introdotto l’incontro di Pozzerle con i presenti. Alfonso Vincenzo Mauro, Direttore Artistico del contenitore culturale de “La Congrega Letteraria” ha ricordato gli appuntamenti in programma, tra gli altri una serie di incontri culturali presso la sede dell’Associazione BAR “Bottega Artigiana Relazionale”. Il racconto di Pozzerle, con l’ausilio di video e diapositive, ha coinvolto il pubblico, che si è rivelato molto interessato all’argomento e, al termine dell’incontro, ha dato vita ad un interessante dibattito con l’autore. Il prossimo incontro in programma per “La Vetrina” de “La Congrega Letteraria” è fissato a venerdì 17 con il libro “I delitti della Spider verde” di Giuseppe Esposito.

Francesco Barbato

 

II° serata del salotto letterario – “Tango Down” incontro con Gianluca Durante

“Un sogno lucido dura solo pochi istanti”. Lo scrive nel prologo del suo libro: ”Tango Down. Nella mente dell’assassino”, edito dalla “Leone Editore”, lo scrittore salernitano Gianluca Durante, che ha presentato il suo terzo thriller in modo veramente originale, durante il secondo incontro, dei sei previsti, della seconda edizione della rassegna culturale: ” La Vetrina Letteraria”, organizzata all’interno dell’ Oratorio dell’Arciconfraternita della SS. Annunziata e del SS. Rosario di Vietri sul Mare, dai direttori artistici della “Congrega Letteraria”: il professorAntonio Gazia e Alfonso Mauro, con la fattiva collaborazione di Francesco Citarella, Francesco Barbato e Daniela Scalese. Gianluca Durante, dopo una breve introduzione del moderatore e dopo lo spegnimento delle luci che illuminavano la suggestiva e storica sala dell’Oratorio, è entrato in scena, si è seduto allo scrittoio posizionato a ridosso dell’altare e ha cominciato a scrivere battendo i tasti di una vecchia “Lettera 22”, la macchina da scrivere tanto cara ad Idro Montanelli, illuminata dal fascio di luce di una lampada vintage degli anni ’60. Ogni tanto si fermava a riflettere, sorseggiando un caldo caffè dalla sua tazza rossa del Nescafé. A terra, affianco allo scrittoio, davanti alle panche dell’Oratorio, dove era seduto il pubblico, un cadavere coperto da un lenzuolo bianco macchiato di sangue. Naturalmente si trattava di un manichino. A completare quella che era una tipica scena del crimine, un nastro giallo con la scritta “crime scene, do not cross”. Gianluca, smesso di scrivere, si è alzato, si è diretto verso il cadavere che lui ha chiamato Ted e, mentre su uno schermo alle sue spalle venivano proiettate delle slide e dei video, accompagnati da una musica ritmica, incalzante e inquietante, ha cominciato a spiegare con voce ferma e determinata, che :”L’1% della popolazione controlla il 50% della ricchezza globale. Il divario tra ricchi e poveri è in crescita costante” ed anche che la popolazione mondiale è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi cinquant’anni: ”Oggi siamo arrivati a più di sette miliardi di persone”. Durante ha poi raccontato la trama del libro :” A un agente dei servizi segreti e ad una giovane criminal profiler il governo affida il compito di fermare un serial killer delle studentesse, evaso di galera a seguito di un sospetto cyberattacco. Intanto, nel corso delle indagini su un triplice omicidio, il cronista Stefano Mombelli s’imbatte in un informatico che lo aiuta a risalire all’identità dell’assassino. Mombelli però, quell’individuo lo aveva già incontrato: il suo cadavere era sul luogo del delitto”. Durante ha dato degli indizi per risolvere il giallo e ricordato la regola delle cinque W del giornalismo anglosassone che in italiano corrispondono a: Chi? Cosa? Quando? Dove? Perché? Il giornalista Gianluca Durante che con il suo romanzo di esordio “Altravita” ha vinto, nel 2007, il “Premio Tedeschi” della Mondadori, ha spiegato che “Tango down” è una espressione usata nel gergo militare: ”Viene utilizzata per annunciare che un bersaglio, un terrorista o un qualunque obiettivo strategico è stato neutralizzato” e che per sogno lucido si intende quell’esperienza in cui si prende coscienza di stare sognando: “Vi trovate all’interno del vostro sogno e ne siete improvvisamente consapevoli. Questa consapevolezza non solo cambia i vostri sogni, ma anche la vostra vita”. Vita che per Durante è come un lungo viaggio in treno:” Un treno composto da cinque vagoni fondamentali: quello della salute, della famiglia, del lavoro, dell’amicizia e dell’amore. Se almeno tre di questi vagoni viaggiano lungo i binari giusti, allora vale la pena di proseguire il cammino della vita. Se mancano è il caso di fermarsi per cercare di ripristinarli altrimenti si corre il rischio di deragliare”. Gianluca sta presentando il suo libro anche nelle scuole: ” Bisogna dire che attraverso il giallo, il noir, si trattano anche varie tematiche sociali”. Durante ha anche ricordato che nel 1994 all’Università di Salerno fu creato un virus informatico denominato “The Invisible Man”:” L’infezione dei sistemi informatici si manifestava attraverso le note dell’omonima canzone dei Queen”. Venerdì sera il “sogno lucido” è durato poco più di un’ora, ma per ognuno di voi potrà durare molto di più, il tempo necessario per leggere le 373 pagine dell’affascinante e avvincente libro di Gianluca Durante: ”Tango Down”.

 

Aniello Palumbo